Ama i difetti, e vedrai solo pregi

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Non voglio Amarti per i tuoi pregi,

ma per i tuoi difetti;

Perchè quando avrò imparato ad Amare quelli,

allora ai miei occhi sarai una persona che possiede solo

i lati migliori! 

                                     Giacomo P.                             

                   

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“Maledettissima Vita”

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Ci sono giorni che vivresti senza inibizioni, senza freni, finchè fa male… perchè questa Vita la adori così com’è e la prendi per quella che è! Anch’io l’ho fatto, ma vi assicuro che ci sono anche momenti – e invidio chi non li ha mai vissuti – che questa Vita la maledici con tutto te stesso, perchè l’abisso in cui ti spinge e l’oscurità che mostra fanno paura, così paura da portarti a dire “basta! non ce la faccio più!!” Ma poi c’è qualcosa di inspiegabile che ti blocca; c’è chi lo chiama “attaccamento alla vita”, io lo chiamo “non voler abbassare la testa”, o meglio, La chiamo…

“Maledettissima vita”

L’unica cosa certa che c’è

è che dentro di me

non ci sono risposte ai perché.

Guardo un mondo di merda

e non vedo decenza,

ma un rispetto sbiadito che manca di te.

Sei uno schifo di vita,

una brutta partita,

sei lo spettro dell’Ego di un miserabile Re.

La mia rabbia ormai ha occhi

che non sono distratti,

ma guardano fissi in direzione di te.

Il riflesso è violento,

vedo i drammi e il rimpianto,

di chi ti ha lasciata senza chiudere il conto.

Esistenze sprecate,

lezioni mancate,

sbranate da menti ormai troppo affamate.

Ti ospita un Mondo

che non ha di profondo

che i suoi mari macchiati dal piombo.

Vorrei averti più mia,

e invece inseguo solo una scia

che più corro e più scivola via.

Non so più cosa fare,

ma non voglio mollare,

non posso permetterti ancora di andare.

Mi hai già fatto del male

e mi chiedo se possa bastare

o se c’è ancora dell’altro che debba pagare.

Una risposta non c’è

ma questi infami “perché”

sono tutto quello che adesso rimane di me.

Attenta però, non lasciarti ingannare,

non sarò io quel fantasma costretto a scappare.

Ho ancora paura,

ma la mia pelle è più dura,

sarà un attacco che non conosce premura.

Ho imparato a cadere

per poi risalire

una strada che ancora non sembra finire.

Ogni caduta è violenta, l’impatto più forte,

ma forse a combattere c’è un’impavida sorte

che non vuole saperne ancora di morte.

Sono più vivo di prima

e non c’è l’eroina

a annebbiare la vista di ogni mattina.

Ti cerco assetato, avaro, arrabbiato,

e attenta, chi caccia è un vecchio drogato.

Ti ho stanata nascosta in queste mie vene,

e non c’è cosa che oggi di più mi appartiene.

Sei brutta, sei grigia, ma non sei ancora finita,

ti prendo e ti cambio maledettissima VITA!

Giacomo Palleschi

Combatti per Vivere e correrai il rischio di Morire

Rinuncia a combattere e ti accorgerai di essere già Morto

Giacomo P.

Stefano Cucchi: Condannato lo Stato per duplice omicidio

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Ilaria Cucchi piange dopo la sentenza del processo di primo grado

Ilaria Cucchi piange dopo la sentenza del processo di primo grado

Dodici Persone imputate: 3 agenti di Polizia Penitenziaria, 6 medici e 3 infermieri.

La Pubblica Accusa contesta a queste persone i reati di: abbandono di incapace, abuso d’ufficio, favoreggiamento, falsità ideologica, lesioni e abuso di autorità.

Reati per i quali, a vario titolo, la procura aveva chiesto pene già di per sé ridicole alla luce dei fatti, ma che, comunque, erano comprese tra i 6 anni e 8 mesi e i 2 anni di reclusione.

E invece ci troviamo a parlare di nuovo dell’ennesima sconfitta della “Giustizia”, una parola che sempre di più va perdendo di valore e significato.

Giustizia. Che bella parola. Soltanto a nominarla dovrebbe farci sentire meglio. Dovrebbe restituirci, almeno in parte, la serenità che qualcosa o qualcuno ha tentato di toglierci, dovrebbe ridarci un po’ della dignità che volevano sottrarci e, in altre occasioni, dovrebbe regalarci quella che in realtà dovrebbe essere nostra di diritto… la VERITA’.

Ma questa è la nostra Italia; l’Italia delle menzogne, l’Italia del buono e il cattivo, l’Italia dei sotterfugi e delle omissioni, l’Italia in cui un ragazzo di 31 anni viene fermato con una piccola quantità di stupefacente, e quella colpa, la colpa di essere tossicodipendente, sarà così grave da costargli la vita. E il bello è che, al momento, nessuno pagherà per questo!

Non vorrei usare frasi fatte, o dire cose scontate, ma che Stefano Cucchi sia stato ucciso per la seconda volta da una sentenza di primo grado ignobile e vergognosa, bè, è un dato di fatto.

Incredibile è vedere sfilare gli agenti di Polizia Penitenziaria, mentre soddisfatti della loro assoluzione “per insufficienza di prove”, lasciano l’Aula Bunker di Rebibbia, non prima però di aver mostrato il dito medio ai Familiari di Stefano, nell’indifferenza più totale di un Giudice che avrebbe dovuto quantomeno opporsi ad un atteggiamento del genere, meschino e insensibile, tenuto, oltretutto, da quei “rappresentanti dello Stato” che egli stesso aveva appena assolto dalle accuse che gli venivano rivolte.

Gli imputati, agenti di Polizia penitenziaria, che dopo la sentenza mostrano il dito medio a Ilaria Cucchi e ai genitori di Stefano

Gli imputati, agenti di Polizia penitenziaria, che dopo la sentenza mostrano il dito medio a Ilaria Cucchi e ai genitori di Stefano

Un atteggiamento scandaloso nei confronti di persone che erano parte lesa nel Processo, ma che ad un tratto sembravano essere diventati gli imputati, tanto da essere mandati a fanculo da coloro che gli hanno assassinato un figlio e un fratello!

Una condanna a 30 anni avrebbe ridato Stefano ai loro cari?

Certo che no, non l’avrebbe fatto. Ma avrebbe potuto sedare almeno un po’ quel dolore che da quattro anni si portano dentro, quel dolore che non è più quello per la sola  morte di Stefano, ma anche quello per tutti gli oltraggi che gli sono stati fatti in questi anni, tra omissioni delle forze dell’ordine, incompetenza e negligenza di dottori ed infermieri dell’Ospedale in cui l’hanno lasciato morire, gli abusi di potere esercitati etc.

Ma in tutto questo, la cosa più scandalosa è che non c’è soltanto una Magistratura di Regime, che ad un certo punto decide che la cosa più importante non è l’accertamento della verità e la condanna di colpevoli di reati plurimi, ma è, invece, l’insabbiamento di ogni responsabilità che possa, in un modo o nell’altro, infangare l’immagine dello Stato e delle persone che “lo rappresentano”.

Ma è proprio questo il punto, e cioè che l’ignobile tentativo di ripulire lo schifo di cui si sono macchiati quei signori in divisa, ormai è un tentativo misero agli occhi di tutto il Paese.

Però non è finita qui, perché in questa storia c’è dell’incredibile anche per quanto riguarda un’altra parte di questo Paese… e quale parte se non quella Politica?

Sebbene bisogna ammettere che quasi tutto il panorama Politico sia stato sinceramente solidale con la famiglia di Stefano, è anche vero che da quel mondo non si riesce MAI ad uscirne fuori con  quel senso di compattezza e sostegno che il cittadino vorrebbe sentire, ma deve esserci sempre qualcosa, alla fine (o meglio, qualcuno), che agisce da elemento di disturbo, e che arriva spesso ad offendere e ferire delle persone che non lo meriterebbero, proprio come in questo caso.

Il Senatore Giovanardi, che sembra aver preso il caso Cucchi come una sua Crociata personale, alla conclusione del Processo di primo grado, riferendosi ai 3 Agenti di Polizia Penitenziaria, dichiara: “E’ finalmente finito un incubo per tre poveri Cristi che in questi ultimi 4 anni, hanno passato l’Inferno”… e poi, ancora… “l’Italia oggi è un Paese in cui uno come me, viene linciato semplicemente perché rispetta quello che in nome del Popolo Italiano una Corte D’Assise ha stabilito. Sono “solidale” con la famiglia Cucchi, ma oggi vengo linciato semplicemente perché, come dice il nostro Ministro della Giustizia Cancellieri, rispetto la sentenza!!

E sono certo che oggi siamo qui, da persone ragionevoli, a chiederci quali siano i metri di giudizio di questo signore, e sono altrettanto certo che non sarà difficile individuare in queste vergognose affermazioni, due pesi e due misure.

Aprendo un piccola parentesi che in questo post non dovrebbe trovare posto, ma che è doverosa e necessaria per far capire il concetto dei due pesi due misure, vorrei tanto chiedere al Sen.Giovanardi come crede si possa accettare da lui un’affermazione come quella in cui dichiara “vengo linciato semplicemente perché rispetto quello che in nome del Popolo Italiano una Corte D’Assise ha stabilito”!

Forse il Senatore del PDL dimentica l’invasione da lui messa in atto con il resto del suo Partito nel Tribunale di Milano, quando sul banco degli imputati non c’erano dodici persone accusate di aver ammazzato un ragazzo di 31 anni, ma c’era un Signore chiamato Silvio Berlusconi, che nonostante continui ad affermare di essere perseguitato da vent’anni dalla Magistratura, non si accorge di quanto sia ridicolo il suo piagnisteo, visto che proprio perché sono vent’anni che la Magistratura lo perseguita, dovrebbe solo ringraziare i Giudici e domandarsi – anzi, SPIEGARCI – come mai che con tutti i processi che ha subito non si è MAI fatto 5 minuti di galera! E questa sarebbe una persecuzione?

Avesse subito un qualsiasi povero cristiano tutti i processi subiti da Berlusconi, avrebbero buttato la chiave!

Ma tornando al Sen.Giovanardi, forse egli dimentica anche il fatto che lui e il tutto il PDL, oltre alla squallida e ormai famosa manifestazione al Tribunale, hanno condotto la completa campagna elettorale facendo della riforma della giustizia uno dei suoi principali punti di forza.

E allora Sen.Giovanardi, non ci venga a raccontare che lei rispetta le sentenze dei Tribunali in nome del Popolo Italiano, in quanto tali. Credo che tacere, in alcune circostanze, risparmi polemiche sterili e figuracce.

Siamo ormai in una Dittatura; ci troviamo a vivere in un Paese dove non basta neanche più l’evidenza dei fatti per far condannare qualcuno, se questo qualcuno è apparato dello Stato e, di conseguenza, da questo protetto.

Il lavoro di “schermatura” che si mette in atto è totale e va contro ogni logica, senza badare al dolore di una sorella – e di due genitori – che si batte strenuamente per aver riconosciuta una verità palese ed agghiacciante, una verità documentata e dimostrata da perizie medico-legali.

Stefano è morto di inedia, ecco quello che ci raccontano. Quello che a tutti i costi ci vorrebbero far credere offendendoci, considerandoci –  sfacciatamente – come dei poveri coglioni cerebrolesi che, secondo loro, rimarranno lì a guardare gli esiti del processo così, con la bocca aperta e con un espressione un po’ ebete sul viso.

E invece no cari Signori, noi siamo qui, più svegli e vigili che mai, e sarete voi a passare da poveri deficienti che credono di poter fregare tutti quelli che le strade di Stefano le hanno battute, vissute e sofferte, ognuno con i propri problemi. E se il Sig.Giovanardi si vuole spingere tanto in là, da dire che tutte le ecchimosi, le tumefazioni, i lividi che Stefano aveva sul corpo, erano il risultato ultimo della mancanza di cibo e acqua, bè, allora dovrà anche spiegarci e dimostrarci – lui e i periti della Corte D’Assise – come mai dalle lastre  messe agli Atti si riscontra – oltre alla frattura nei pressi della vertebra L3 –, la presenza di sangue nei muscoli e nei tessuti lesionati, circostanza che sta a dimostrare la natura recente dell’ematoma, e non certo la tesi della Corte e del nostro Politico, secondo la quale tali fratture e lesioni sono riconducibili a vecchi incidenti e ricoveri subiti da Stefano.

Una delle lastre di Stefano messe agli atti, ove si riscontra, oltre alla frattura, anche la presenza di sangue nel muscolo e nei tessuti lesionati

Una delle lastre di Stefano messe agli atti, ove si riscontra, oltre alla frattura, anche la presenza di sangue nel muscolo e nei tessuti lesionati

Un'altra immagine del povero Stefano all'obitorio dopo l'autopsia

Un’altra immagine del povero Stefano all’obitorio dopo l’autopsia

Un'altra foto di Stefano all'obitorio, che raffigura i lividi e la frattura alla schiena

Un’altra foto di Stefano all’obitorio, che raffigura i lividi e la

frattura alla schiena

Ciò che lascia perplessi, inoltre, rispetto a queste assurdità sostenute dal Tribunale, sono le contraddizioni cui vanno incontro i Giudici e gli avvocati della difesa.

Mentre i periti medici nominati dai Giudici, si affannano nel sostenere che non c’è alcuna prova a sostegno del fatto che Stefano venne percosso, Corrado Olivieri, uno degli avvocati degli agenti della penitenziaria, successivamente al processo tra le altre cose dichiara: “…dalle carte processuali era di tutta evidenza che Cucchi fosse arrivato in cella già pestato ed impossibilitato a camminare. Eppure la parte civile ha insistito addirittura la tesi dell’omicidio preterintenzionale malgrado l’evidenza dei fatti e in accordo con i mass media”.

Ma come… non era stato dichiarato dai periti che le lesioni di Cucchi erano completamente riconducibili a traumi del passato, a vecchi ricoveri da lui subiti? E non era stato affermato, così come il Sen.Giovanardi ha prontamente ripetuto, che tutti i lividi, i gonfiori attorno alle orbite degli occhi ed il  colore marcatamente cianotico in determinati punti del corpo, erano semplicemente il risultato della totale denutrizione e carenza di liquidi?

E allora come mai l’avvocato Olivieri dichiara che “…era di tutta evidenza che Cucchi fosse arrivato in cella già pestato ed impossibilitato a camminare”?

Allora si ammette che qualcuno l’abbia pestato! E dal momento che la foto segnaletica di Stefano è ormai di dominio pubblico, e tutti sappiamo che non aveva un graffio al momento dell’ingresso nella caserma dei carabinieri, cosa dobbiamo pensare?

La foto segnaletica di Stefano. Queste sono le condizioni in cui si trova quando i carabinieri lo arrestano. A parte la magrezza e le occhiaie, Stefano non ha un graffio!

La foto segnaletica di Stefano. Queste sono le condizioni in cui si trova quando i carabinieri lo arrestano. A parte la magrezza e le occhiaie, Stefano non ha un graffio!

Che se Stefano è arrivato nelle celle del tribunale come l’avv.Olivieri ci dice, allora sono stati i carabinieri a ridurlo nello stato che conosciamo. E questo nell’arco di tempo che va da subito dopo la pratica della fotosegnalazione, a prima della partenza per P.le Clodio, al Tribunale.

Insomma, in realtà non ce ne frega un cazzo, potremmo addirittura sorvolare sulle tempistiche e le modalità, perché ciò che ci interessa è che qualcuno paghi e che qualcun altro la smetta di prenderci per il culo, credendo di avere a che fare con esseri non pensanti!

Quello che ci interessa è che venga immediatamente annullata e modificata una sentenza che grida vendetta; una sentenza che riguarda un caso di omicidio, e che su 12 imputati ne vede 3 assolti per insufficienza di prove (gli agenti di polizia penitenziaria), altri 3 assolti con formula piena (gli infermieri), e di 6 dottori, uno – il primario – condannato a 2 anni per omicidio colposo, altri 4 quattro condannati ad 1 anno e 4 mesi per il medesimo reato, ed un altro, l’ultimo, ad una pena ridicola di 8 mesi per falso ideologico. Tutte condanne che non verranno mai scontate perché comminate con la pena sospesa e, come se non bastasse, tanto per prendere ancora un po’ in giro la famiglia Cucchi, sono stati stabiliti risarcimenti per 100.000 euro ciascuno alla mamma e al papà di Stefano, per 80.000 euro alla sorella, ed una provvidenziale di 20.000 euro ai due nipotini di Stefano, i figli di Ilaria Cucchi. Anche questi, ovviamente, risarcimenti che avranno luogo soltanto nel caso in cui i condannati posseggano tali somme di denaro. Cosa che dubito fortemente.

In questo Paese veniamo ormai traditi sistematicamente dai nostri politici, siamo stati ridotti alla povertà, e quando uso questa parola non sto esagerando, perché è ovvio che il discorso non si ferma a chi sta leggendo queste righe, ma va oltre.

Magari noi possiamo ancora tirare avanti, ma come sentiamo e vediamo in continuazione, ogni giorno c’è un poveraccio  che si ficca la canna di una pistola in bocca e si fa saltare il cervello, oppure qualcun altro che si reca davanti al palazzo comunale della propria città e si trasforma in una torcia umana perché la delusione, la frustrazione, il senso profondo di ingiustizia e di perdita della dignità, lo porta a compiere gesti estremi. Gesti che denunciano tutto il malcontento ed il malessere che ci stanno obbligando a vivere, nonostante ogni singola persona cerchi in qualche modo di tirare avanti a testa alta, senza dover stare a guardare il proprio figlio andare in giro con le scarpe rotte o le magliette bucate. Perché ognuno di noi sogna e merita una vita decente, con un lavoro che gli permetta di sentirsi una persona decente.

E invece no, tutto quello che diamo al nostro Paese viene puntualmente ed avidamente risucchiato da quei schifosissimi “Palazzi di Potere” i quali, nel bene e nel male, dovrebbero restituirci almeno in parte i nostri sudori, sotto forma di un Parco per bambini, di una Scuola nuova e sicura, di un Ospedale dove i vecchi e gli ammalati non vengano parcheggiati per ore e ore in corridoi superaffollati, o anche di carceri nuove, dove anche chi ha sbagliato possa essere detenuto e pagare la sua pena in condizioni di umanità. Ma tutto questo per noi non c’è. Siamo un popolo di viziati del cazzo, e, stupidi fino all’inverosimile, ci accontentiamo del piattino di pasta che ci mettono sotto il naso. Così, finché ci terranno con la pancia piena, noi staremo qui buoni buoni e capaci soltanto di lagnarci!

Stefano è stato AMMAZZATO con ogni evidenza a dimostrarlo, e gente come il Senatore della Repubblica Carlo Giovanardi, persona da noi abbondantemente stipendiata e tenuta nei famosi Palazzi di cui parlavamo, non conosce ritegno o vergogna, e da quattro anni se ne sta lì, come se non avesse di meglio da fare, a (s)parlare della famiglia Cucchi come se fosse la famiglia stessa sotto accusa. Chiamando, inoltre, “poveri Cristi” tre agenti di polizia penitenziaria che con ogni probabilità sono stati causa diretta e primaria della morte di Stefano Cucchi.

E se anche – ammesso e non concesso – Cucchi fosse morto di inedia, non sarebbe comunque concepibile che gli agenti di custodia possano uscirne puliti. In quanto, se anche la causa diretta della morte di Stefano fosse attribuibile alla negligenza dei dottori, le percosse da lui subite per mano degli agenti sarebbero comunque la causa scatenante.

Niente ricovero= niente negligenza= niente morte!!

Vogliamo fare finta di niente solo per parare il culo alla Polizia di Stato??

Stefano è stato arrestato che era dritto sulle sue gambe. Era magro, si, è vero, ma era alto quanto Ilaria e pesava quanto lei, e non mi sembra che Ilaria abbia la faccia di una persona in punto di morte. Certamente lui era un uomo e quindi risultava essere molto magro, ma questo non ha nulla a che vedere con una persona che sta sul punto di lasciarci.

Stefano Cucchi è stato ucciso dallo Stato Italiano, perché prima di morire è stato in mano ad esso.

Lo Stato lo aveva in custodia, e negli ultimi 6 giorni della sua vita, Stefano è stato in tre strutture diverse e tutte rigorosamente Statali: la caserma dei Carabinieri che lo hanno arrestato; il Carcere di Regina Coeli; e il reparto carcerario (Ala protetta) dell’Ospedale Sandro Pertini.

Stefano non voleva morire, per niente. Stefano nei primissimi giorni dell’arresto aveva scritto in Comunità per avere un colloquio, e aveva chiesto di poter contattare il suo avvocato. Cosa che gli è stata negata calpestando i suoi più basilari ed elementari diritti, in un Paese che della “democrazia” vorrebbe farne il suo punto di forza!

Stefano, questo Stefano qui, lo stesso che cercava la comunità e voleva il suo avvocato, è stato riconsegnato cadavere alla sua famiglia dopo appena 6 giorni dal suo arresto.

Le conclusioni, tiratele voi!

A mio Padre, la persona con cui mi sono scontrato di più nella vita, ma anche quella a cui ho voluto più bene, e che ora darei tutto per avere con me! Ciao Papà.

giacomoroma

“VITE INCROCIATE”

Mi serviva del tempo per tenerti di dentro,
per saggiare e sedare ogni nostro tormento.
Burrascoso e indomabile il nostro rapporto
che il destino ha voluto fosse poi troppo corto.
Adesso che gli anni sono presto passati,
ripenso ai momenti e ai discorsi lasciati.
Un uomo, due facce e una bottiglia al veleno,
ma un’anima sola ed un cuore sincero.
Lo sai che mi manchi, e mi manca un pochino
quel sorriso sereno che regalavi al mattino?
Eri un altro papà, eri quella persona
che sapevo esisteva ed era molto più buona.
Insieme abbiam fatto di tutto,
gioito, pianto, creato e distrutto,
ma un richiamo d’amore
ci ha tenuti allacciati anche senza parole.
Durante uno di quei lunghi silenzi che ci ostinavamo a seguire
non hai permesso alla droga di lasciarmi morire:
mi si schiudono gli occhi e ti vedo carponi
a soffiare la vita dentro ai miei fermi polmoni.
Che è successo papà… non avevamo discusso?
Si, ma avrei dovuto seguirti più spesso.
Passa un istante infinito e sento le urla di mamma,
che cerca al telefono una veloce ambulanza:
mio figlio è in overdose, è sdraiato giù in terra,
in questa casa con la morte è scoppiata una guerra!!
C’è Eleonora che piange e sento papà che smarrito
mi sussurra all’orecchio “Oggi ti ho partorito”!
Adesso la percezione è del tutto diversa,
non c’è astio o rancore…

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Una delle tante giornate di Rebibbia

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Il Carcere era quello di Roma Rebibbia, era il 04 Luglio 2011 ed erano le 16.30, l’ora della Posta. Avevo appena ricevuto una brutta lettera, le solite discussioni che si fanno con la propria ragazza quando una è fuori ad aspettare, e l’altro è dentro a pensare alle cazzate che ha commesso nella vita, promettendosi che sarebbe stata l’ultima volta.

Così stai lì che cerchi di farti passare il tempo il più in fretta possibile, ma, come sempre, un minuto sembra un’ora, un’ora un giorno e un giorno un mese. E ricevere una brutta lettera è una delle cose più frustranti che esistano in quel posto, se non altro perché il senso d’impotenza che ti vivi per non poter rispondere nell’immediatezza; il non poter chiarire subito una situazione che non ti fa dormire, specialmente quando questa riguarda te e una persona che ami, bè, a volte è una vera e propria tortura.

Quindi avevo deciso di mettermi a guardare la TV ed isolarmi per un po’ dal resto dei compagni di cella, non volevo sentire più nessuno. In televisione si parlava di Berlusconi, di tutte le cose che aveva promesso di fare ma non aveva fatto, dei suoi processi e le eventuali condanne che, se anche fossero arrivate, non avrebbe pagato perché coperto e protetto dall’immunità regalata dal suo Status. E io, che invece stavo in galera a pagare per i miei errori, e l’unica immunità che avevo era quella dalla Libertà, non potevo più starlo a sentire.

Perciò mi tirai su e mi misi seduto sulla mia branda, con la testa che mi scoppiava e un senso di inquietudine che non so spiegare, presi un foglio e una penna e questa stupidaggine qui sotto è quello che uscì fuori…

 

 

“Noi qui a paga’, e er Governo a cazzeggia’”

 

E’ inutile cor nervoso mettese a scrive ‘e stronzate,

specie quanno ce so’ ‘ste cazzo de giornate.

C’hai ‘na bomba dentro ar petto

che nun te lascia manco ‘n pizzico de posto,

‘n’ansia che te scoppia dentro e nun se spiega,

che te s’attorcina addosso e nun se slega.

Voresti interompe er processo cerebrale,

e te senti chiuso ‘n gabbia, proprio come ‘n animale.

C’hai ‘a testa che è come ‘n fiume ‘n piena,

so’ pensieri maledetti che t’esplodono a catena.

Io ‘sti momenti spaccherebbe tutto quello che c’ho ‘ntorno,

è ‘n difetto mio da sempre, nun me rendo proprio conto.

E così ritorno sur pensiero che ‘sta galera tutto fa…

Tutto tranne er fatto de dovette rieduca’!!

Sento decisioni de Camera e Senato, ascolto notiziari e leggo li giornali,

e l’unica cosa che esce fori è che so’ loro i criminali.

Tutta Politica, propaganda e” Reality mascherati”,

che mettono su scala Nazionale ‘e tragedie de tanti pori disgraziati.

Me viene er vomito quanno vedo alla TV,

immagini de Carceri che nun hai mai visto solo TU!

TU che l’hai vissuti, TU che l’hai abitati,

e che quanno esci pòi torna’ solo a fa’ i reati.

Perché dietro a quello che ve fanno vede… muri belli, puliti e colorati

ce sta ‘n popolo  de fantasmi abbandonati!

Nun fraintendete ‘ste parole, perché nun dò spazio ar vittimismo,

metto solo in evidenza ‘st’infausto Stato e er suo cinismo.

Semo boni tutti a mostra’ ‘e cose ‘n po’ più belle,

è come da’ a li regazzini ‘n par de caramelle:

mentre se le magnano so’ felici e soridenti,

ma come finiscono da succhialle già ‘n so’ più contenti.

Questo pe’ divve che ‘n se ponno pia’ per culo manco più ‘e creature,

e allora senza tante pantomime, mostrate ar Monno le immagini più dure!

Fate vede a tutti quanti co’ ‘sta pseudodemocrazia com’è che ce trattate,

nu’ nasconnete co’ codardia l’abusi che ce fate!

Guardie aroganti e prepotenti che ce istigheno a porta’ a galla certi nostri atteggiamenti…

Ma come… nun dovevamo esse rieducati a torna’ persone più decenti?

Celle do’ ‘n c’è un metro quadro pe’ cristiano,

do’ ‘n c’hai spazio manco pe’ usa ‘sta penna che c’ho ‘n mano.

Stamo chiusi dentro a gabbie superaffollate,

e poi se meravijeno si se pìamo a sgabbellate!

“Guardate questi delinquenti, proprio non vogliono cambiare!”

Ma fatela finita che sete VOI da carcerare!!

Ce so’ detenuti a fasse l’anni co’ ‘n furtarello sulle spalle

e voi sete boni a raccontacce solo balle.

Noi guardamo ‘e sbarre alla finestra, e quanno se giramo ‘a cella già è finita,

poi vedemo Berlusconi fori a fa’ ‘a bella vita.

LUI, che c’ha du’cento procedimenti aperti da affrontare,

e se ne sta a palle all’aria co’ l’Immunità Parlamentare!!

Che bell’esempio che ce dà ‘sto bel Governo,

quasi quasi me candido a Ministro dell’Interno.

Eh si, perché pòi esse pure n’ delinquente pe’ ‘sto Stato,

però devi sta’ almeno o alla Camera o ar Senato.

Quante belle stronzate che sentimo,

ma poi semo l’unici che li sbaji li pagamo.

Allora sapete che ve dico??

Che se dovessi famme accompagna’ da quarche d’uno dentro a ‘ste Galere,

con ossequi e corettezza io direi: “Faccia strada Cavaliere”!!!

 

                                                                                              Giacomo P.

Teletu: una vergogna Nazionale

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In questo post non troverete numeri ufficiali o link a suffragio delle mie parole, e questo per due semplici motivi: il primo è che tutti coloro che – per loro fortuna – non dovessero essere clienti teletu, ma che comunque dovessero essere interessati all’articolo per pura curiosità, o perché magari era nelle loro intenzioni passare a tale servizio, potranno avere riscontro di quanto leggeranno andando semplicemente nell’area dell’Ass. Tecnica del sito ufficiale di teletu, e facendosi un bel giretto tra gli oltre 700 commenti di tutti quei poveracci che, come me, hanno sciaguratamente deciso di diventare clienti teletu.

Il secondo motivo, invece, è che tutte le povere persone che invece stanno già pagando questa miserabile compagnia telefonica, non avranno bisogno di nessun numero o link di sorta per sapere, purtroppo a loro spese, che tutto ciò che sto dicendo è la sola, pura e sacrosanta verità.

Questo scritto vuole essere una sorta di denuncia e un chiaro sputtanamento allo stesso tempo, ai danni di una società che, di fatto, truffa milioni di persone in tutt’Italia.

Voi direte: addirittura?

Ebbene si! O perlomeno io non trovo altra definizione per giudicarne l’operato.

Ma cominciamo dal principio…

Qualche mese fa (circa 5 o 6 mesi al massimo), cominciai a ricevere moltissime telefonate dagli operatori telefonici di teletu, i quali per un certo periodo continuarono insistentemente nel tentativo di convincermi ad usufruire dei loro servizi, in quanto, a detta loro, oltre ad essere di ottima efficienza, erano anche servizi offerti a costi vantaggiosissimi rispetto alle altre Società telefoniche.

Insomma, stavano facendo il loro lavoro, né più né meno di ciò che fa ogni società telefonica che vuole acquisire un cliente, e così, verificati i prezzi effettivamente vantaggiosi, e considerato il fatto che tanto avrei dovuto mettere il servizio Internet in casa, decisi di accettare e mi abbonai. Da quel momento, però, cominciò un incubo!

Dopo praticamente neanche una settimana dall’allaccio alla loro linea, il segnale di internet cominciò ad andare e venire decine di volte al giorno, rendendo snervante la navigazione e, spesso, costringendomi a lasciar perdere per la disperazione a causa della troppa lentezza.

Inizialmente attribuii la colpa di tutto ciò al fatto che magari fossi io a non aver collegato i cavi nel modo giusto, o magari all’eventualità che potessi aver messo male i filtri che vanno collegati alle prese telefoniche nelle quali erano collocati gli apparecchi telefonici. Così ricontrollai tutto daccapo e, per essere certo che non dipendesse da me, collegai il router direttamente alla presa telefonica principale. Ma non cambiò assolutamente nulla.

Inoltre mi resi conto che, a differenza di prima che mi abbonassi, l’apparecchio telefonico ora emetteva uno strano fruscio che non aveva mai fatto, peggiorando notevolmente anche la qualità audio delle chiamate.

A quel punto cominciarono le mie prime telefonate all’assistenza tecnica per avere indicazioni su come risolvere certi problemi.

Fu allora che mi resi conto della totale incapacità degli operatori telefonici, in grado di dire sempre e solo le stesse cose a prescindere da chi fosse a rispondere. Nel senso che mi venivano dette le stesse identiche cose sia dall’operatore che contattavo per esempio oggi, piuttosto che da quello che contattavo domani, senza peraltro risolvere MAI il problema (Voglio chiarire che per “sempre le stesse cose” – riferito a ciò che dicevano gli operatori -, intendo dire che avevano una certa e ristretta gamma di risposte, diverse tra loro, ma che  nelle tante telefonate fatte, avevo riscontrato essere sempre le stesse identiche, dette a giro e a seconda delle domande da me rivolte).

Andai avanti così fino al giorno che, circa un mese e mezzo fa, la linea mi abbandonò completamente, e rimasi del tutto tagliato fuori. Né più Internet, né più linea telefonica!!

Passato tutto il primo giorno in queste condizioni, nella speranza che da un momento all’altro la linea tornasse, alla fine chiamai l’assistenza clienti che mi disse, con molta semplicità, che a causa di una “Macro” la linea non sarebbe stata ripristinata prima dell’intervento in centrale da parte di un tecnico, ma che non sapevano darmi informazioni sulle tempistiche dell’intervento anche se, pensavano, nel giro di un paio di giorni tutto sarebbe tornato come prima. Cioè un cesso!!

Fatto sta che la linea tornò dopo otto lunghi giorni, durante i quali, come immaginerete, impazzii continuando a telefonare e sentendomi rispondere ogni volta con una cazzata diversa, scelta chissà con quale criterio tra la famosa e ristretta gamma delle risposte messe – chissà da chi – a loro disposizione.

Avrei guardato indietro a questi otto giorni con occhi positivi, se solo le cose fossero cambiate dopo il ritorno della linea telefonica, ma purtroppo le cose rimasero tali e quali a prima, con il fruscio nelle orecchie ad ogni telefonata, e l’adsl che continuava a disconnettersi decine di volte al giorno, costringendomi ogni volta ad alzarmi per spegnere e riaccendere il modem (voglio fare due precisazioni: la prima è che non è il mio modem a non funzionare bene, in quanto per cominciare è nuovo, e poi ho tentato con altri due modem differenti. Oltre ad aver riscontrato lo stesso problema da moltissime persone che hanno lasciato i loro commenti nel sito di teletu. E l’altra precisazione è che, ancora oggi, i problemi sono gli stessi identici).

Come dicevo all’inizio di questo post, sto scrivendo per sporgere una sorta di denuncia pubblica a tutela di tutte quelle persone che hanno intenzione di abbonarsi a teletu, o che quantomeno avrebbero l’intenzione di farlo. PER CARITA’, MI RACCOMANDO… DIFFIDATE. ANZI, DESISTETE!!

Oltre a tutti i disagi che finora vi ho esposto, c’è dell’altro da dire. Voi direte: che altro ci può essere da dire?

Bè, c’è da dire che oltre alle questioni di carattere prettamente tecnico come quelle riportate qui su, ci sono poi altre pecche e svantaggi che teletu può annoverare nella lista delle sue inefficienze. Per cominciare, molti dei centralinisti che lavorano all’assistenza clienti sono tremendamente maleducati e paurosamente incompetenti, e per darvene un piccolo esempio vi riporterò una delle ultime telefonate che ho fatto in assistenza proprio in questi giorni, dato che come ho accennato più su, anche oggi, proprio mentre sto scrivendo questo post, esattamente come un mese e mezzo fa mi trovo senza segnale in casa da sabato 11 Maggio (siamo al 16!!).

Telefonata di Sabato 11 Maggio (primo giorno senza linea):

  • Io: Buongiorno, sono un vostro cliente che… (e spiego della mancanza di linea)

  • Centralinista: Un attimo che guardo (…) eeh, si, vedo che ha un guasto sulla linea.

  • Io: Un guasto? Sa dirmi di cosa si tratta? Quanto ci vuole per ripararlo?

  • Centralinista: Emmh… no, senta, non sono in grado di dirle di cosa si tratta, cioè, non so che tipo di guasto sia, però ascolti, oggi è sabato e i tecnici sabato e domenica non lavorano, ma lunedì ripareranno il guasto e riavrà la linea telefonica e la connessione ad internet. Stia tranquillo.

  • Io: Lunedi? Ok, grazie. Buona giornata.

Telefonata di Lunedì 13 Maggio (terzo giorno senza linea):

  • Io: Buongiorno, ho telefonato sabato per un problema sulla linea telefonica, mi è stato detto che c’era un guasto e che sarebbe stato risolto lunedì, ma ormai siamo alle 19.00 e qui è ancora tutto come prima. Mi sa dire qualcosa, per favore?

  • Centralinista: Allora, si, vedo in effetti che ha un guasto, ma questo guasto però ce l’ha da sabato stesso. Cioè il giorno in cui ha telefonato.

  • Io: Si, si, certo, gliel’ho detto. Da sabato.

  • Centralinista: Emh, guardi, non so con chi ha parlato lei, ma non è possibile che le abbiano detto che oggi sarebbe stato risolto, perché in caso di guasti alla linea ci vogliono tre giorni lavorativi per la riparazione. Quindi, se i suoi problemi sono cominciati sabato, vuol dire che bisogna aspettare Mercoledì. Entro quel giorno la sua linea sarà ripristinata.

  • Io: Senta, guardi, io ho parlato con una sua collega, e se le dico che mi è stato detto che lunedì sarebbe stato tutto risolto è perché è così. Non ho motivi per cui inventarmi una risposta. Comunque non è carino che si prendano in giro i clienti. Se bisognava aspettare mercoledì era giusto dirlo subito. Comunque non fa niente. Tanto non ho alternative, no?!

  • Centralinista: No, proprio non si può fare niente. Arrivederci! Click. (mi attacca in faccia).

Telefonata di Mercoledì 15 Maggio (quinto giorno senza linea):

Faccio il numero… musichetta… attesa di quattro minuti circa. Risponde un tizio il quale, non appena comincio a parlare mi interrompe parlandomi sopra e mi dice: Aspetti in linea le passo l’assistenza! Click!… musichetta… attesa di un paio di minuti, poi si apre la comunicazione e sento sghignazzare e ridere. Parlo, chiamo, alla fine urlo, ma niente, continuano le risate. Dopo circa un minuto e mezzo di risate si richiude la comunicazione… musichetta… attesa di circa otto minuti. Sto snervando. Finalmente mi risponde un operatore:

  • Io: Pronto? Mi scusi, ma questo è il modo di trattare le persone? Sono…

  • Centralinista: (non mi fa nemmeno finire la frase e mi parla sopra) Perché, cosa succede?

  • Io: Spiego un po’ spazientito tutto quello che è successo e, per tutta risposta, mi interrompe di nuovo parlandomi ancora sopra…

  • Centralinista: …beh, non posso sapere io quel che fanno gli altri, si lamenti con chi crede. Oltre questo c’è qulacos’altro?

A quel punto mi rompo i coglioni e comincio a rispondere male, dopo un quarto d’ora di discussione mi attacca in faccia!!! Però mi sono sfogato, perché ad un certo punto ho perso ogni forma di educazione e ho sparato a zero. Embè… quanno ce vo’, ce vo’!!!

Richiamo di nuovo:

  • Io: Spiego il problema

  • Centralinista: Senta, io qui vedo il guasto, ma non è stato riparato. L’ultimo rapportino che vedo segnalato qui risale a ieri, ma ci vogliono ancora 48 ore per aggiustare il guasto!

  • Io: NO!! Cioè, ma prendete per il culo la gente voi?

Discussione che non sto qui a scrivervi ma che tanto, ovviamente, non ha cambiato nulla.

In tutto questo, non vi ho ancora detto un ulteriore cosa scandalosa, molto furbetta e remunerativa da parte di teletu: Il numero verde che teletu mette a disposizione dei clienti, funziona solo ed esclusivamente dal telefono fisso.
Certo, voi direte “mica è una novità”, e avete ragione, perchè praticamente tutte le compagnie telefoniche usano questo sistema. Ma se ci pensate è un controsenso assurdo, dal momento che se sopraggiungono problemi di connessione sulla linea, e quindi il telefono per ovvie ragioni è fuori uso, come si può pensare che il cliente possa usufruire del numero verde?? L’alternativa sarebbe quella di alzare le chiappe ed andare a telefonare da casa di un amico, o che so, in cabina, ma magari non si tiene conto dei milioni – senza esagerazione – di clienti che hanno disabilità, o che non hanno nessuno, o che semplicemente sono troppo anziani per alzarsi e uscire a fare quella che per noi può essere una semplice telefonata. Quindi, vuol dire che per contattare l’assistenza clienti, l’alternativa – per questa valanga di persone – è quella di utilizzare un cellulare, dal quale andrà composto sempre il medesimo numero verde, pagando però una tariffa ad un costo al minuto che varierà a seconda del proprio operatore telefonico. Ecco… questi sono i “servizi” che offre la tanto pubblicizzata ed economica
teletu!!

Spero di essere stato abbastanza chiaro, e di aver messo a disposizione qualcosa di utile su cui riflettere per tutti coloro che avevano o hanno intenzione di passare a questo servizio.

Dato che non è possibile parlare con i vertici dell’azienda, come avevo richiesto di fare, ma ho trovato il modo di contattarli tramite raccomandata con ricevuta di ritorno ad un indirizzo rimediato tramite conoscenze, mi piacerebbe sapere se all’interno di questo sito dovessero esserci altri clienti teletu che hanno avuto problemi analoghi ai miei.

Vorrei questa informazione perché considero il servizio di questa Società assolutamente irregolare e fuori dai parametri di legge, in quanto non offre ASSOLUTAMENTE il servizio che promette e garantisce nel momento in cui, attraverso i suoi rappresentanti, contatta i potenziali clienti con i quali cerca di chiudere nuovi contratti.

In base alle persone che troverò nella mia stessa situazione (ed ho riscontrato dal sito di teletu che ce ne sono, e molti!!), vorrei tentare di agire ai loro danni con una raccolta firme che sarà poi inoltrata agli organi di competenza.

Fermiamoli tutti, non solo la macchina politica, ma anche le Società che rubano devono chiudere e sparire. Basta farsi rubare i soldi!!!

Ciao a tutti e grazie del tempo che mi avete concesso.

Una marcia di 60.000.000 di uomini

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Si avverte a stento, è  ancora soltanto un brusio, come quel rumore lontano che si percepisce  appena, quando le prime bollicine rilasciano timide la loro reazione primaria al calore, ma che danno il segnale, chiaro e inequivocabile, che di lì a poco sentirai il rumore sussultorio dell’ebollizione!

Così è quest’Italia oggi, una sorta di grande pentola a pressione senza valvola di sfogo, lasciata pericolosamente bruciare sul fuoco della disperazione, della delusione, dello scontento generale e della sensazione che, nonostante si cerchi di combattere con le unghie e con i denti, questa grande giostra chiamata quotidianità, fatta girare sempre più velocemente da un macchinista – lo Stato – sadico, ingordo e impazzito, ci stia togliendo ogni mezzo con il quale tenerci stretta ancora una piccola fetta di dignità. E una pentola a pressione che non si lascia sfiatare mai, per una questione fisica è prossima all’esplosione.

Un paio di giorni fa, a Brescia, il Sig. Berlusconi ha tentato ancora una volta di parlare in Piazza, di andare a fare opera di convincimento e, soprattutto, è andato com’è il suo solito – ormai dopo ogni processo che lo riguarda – a lamentarsi di una magistratura che lo “perseguita” da ben 20 anni.

Ma questa volta le cose hanno preso una piega molto diversa da quella della scorsa volta a Bari, perché l’esasperazione della gente comincia a raggiungere livelli che superano la soglia di sopportazione comune, e così, il nostro B., si è ritrovato una Brescia completamente spaccata in due, dove la metà della Piazza anziché osannarlo come di solito lui è abituato sentirsi, l’ha attaccato, offeso e insultato senza troppi riguardi.

Questo atteggiamento di massa, questa mobilitazione di gente che si è mossa in contemporanea per andare a gridare la propria rabbia e frustrazione, non però contro lo Stato nella sua totalità come di solito accade, ma nei confronti di una persona ben precisa, è un avvenimento direi indicativo  rispetto a quello che potremmo chiamare il “termometro” della disponibilità e dei buoni propositi.

Il popolo è stremato, stanco, sfiancato dalle promesse mai mantenute, dalle aspettative mai realizzate, ma, soprattutto, è stanco di dover rinunciare a tutto sempre e soltanto lui. Mentre, tra l’altro, continua a vedere lo stesso identico atteggiamento di sempre, e se vogliamo ancora più antipatico perché spacciato per un atteggiamento nuovo e propositivo da parte del Governo.

Abbiamo assistito per l’ennesima volta ad una presa per il culo colossale, ci siamo dovuti cibare questa grandissima barzelletta del Governo delle larghe intese, spacciato come unica soluzione di Governo, “perché non c’era altra alternativa”, perché il Paese aveva bisogno di ripartire, perché ci stavamo avvicinando sempre di più al baratro economico (è possibile fare di più??) e così via. Ma le cose, come sappiamo, stanno molto diversamente.

 

Se ci fermassimo un momento e ci regalassimo 10 minuti solo per ascoltare gli altri, ci accorgeremmo immediatamente che la necessità primaria che ogni politico e militante di                                                                                      qualsivoglia partito sente, è quella di trovare più errori possibili da attribuire al “nemico”.                                                                                     

Il PD ha condotto una campagna elettorale tutta all’insegna del “MAI E POI MAI AL GOVERNO DI LARGHE INTESE CON IL PDL”, “NON SCENDEREMO MAI A COMPROMESSI CON BERLUSCONI”, e poi… eccoci qua. In pratica il Governo ce l’ha in mano lui.

 

La cosa assurda, poi, è che ognuno deve trovare un capro espiatorio per sbarazzarsi delle proprie responsabilità. Il PD, per la nascita del Governo che abbiamo oggi, dà la totale responsabilità al Movimento 5 stelle in quanto – a sentir loro –, la situazione attuale si è venuta a creare in seguito agli innumerevoli tentativi di Bersani di formare un Governo PD/M5S, e da quest’ultimo rifiutati.

Ma ovviamente chiunque sia dotato di un minimo di buonsenso e di lealtà intima e personale con se stesso, sa benissimo che non è così, se non altro perché la prospettiva di un tale Governo non era mai stata neppure ipotizzata da chicchéssia, ma piuttosto, ciò che era stato proposto, anzi, richiesto da Bersani,  era la fiducia – da parte dei 5* –  ad un Governo PD guidato dall’ormai ex segretario, cosicché B. ne restasse fuori e non tornasse a Governare. Ma questo è ben diverso dal proporre un Governo da guidare insieme.

Quindi credo che il Partito Democratico debba prendersi le proprie responsabilità se oggi c’è un Signore chiamato Berlusconi che sta lì, ad influenzare nuovamente ogni decisione che riguarda il nostro Paese.

Questo anche perché, a conti fatti, prima di questo 2013 il M5S in Parlamento non esisteva affatto, ma questo non ha impedito a D’Alema, Bersani e compagnia bella di dare supporto al PDL per i vent’anni del regno Berlusconiano, con il quale hanno sempre cooperato e sub-governato. Quindi non capisco come mai oggi si senta tutta questa necessità di riversare la colpa sui 5* per la presenza di B. nella pole position del nuovo Governo.

Forse sarà esattamente per il fatto che questa volta c’era il Movimento 5 Stelle, e quindi un’alternativa, che ora sanno di non avere scusanti cui aggrapparsi?

Non si sa. Ciò che si sa, però, è che l’alternativa c’era davvero, concreta e reale! Ed è stata trascurata per pura antipatia nei confronti di chi, lecitamente, ha opposto duro contrasto a tutto ciò che ha ritenuto fosse inquadrato in direzione della  vecchia mentalità politica, e non per pazzia o divertimento, ma per una ben più concreta e inopinabile sfiducia, provocata da vent’anni di magheggi, sotterfugi e vere e proprie rapine ai danni del popolo.

 

Mi piacerebbe, però, che per una volta almeno noi – i cittadini, e non i politici –  riuscissimo si, ad analizzare ciò che il Governo ci sta riproponendo, ma che lo facessimo da popolo compatto, lasciando al di fuori dell’analisi ogni ostilità ideologica, ogni fede di partito, unendoci tutti in quel corpo unico chiamato Popolo che al di là delle militanze e della politica, ha gli stessi scopi e le stesse necessità. Perché solo così riusciremo ad essere più forti di loro, soltanto così potremo ritrovarci ad essere una moltitudine di persone. Ma omogenea e solida.

 

Se infatti riuscissimo a ragionare distaccandoci da quelli che sono i preconcetti partitici, che tanto ci distanziano come colori politici, quanto come persone in termini di visione della vita pratica, riusciremmo a rompere quelle enormi barriere alzate negli anni e alimentate proprio dall’attività politica stessa, dalle  idee che propone e genera, ma anche dalle sue utopie; dalle sue speranze, così come le sue illusioni.

Ecco, se riuscissimo per un attimo ad uscire da questi parametri, ci ritroveremmo in un secondo ad essere un unico, grande, enorme, immenso plotone: gli Italiani nella loro totalità! Una Testuggine di 60.000.000 di persone che attaccherebbero di petto questo Stato ladro e maledetto, che da più di vent’anni non fa altro che i propri interessi!!

Questo significherebbe abbattere ogni distanza tra noi, e, di conseguenza, togliere una grande forza, un’enorme risorsa che da sempre i Partiti utilizzano per tenerci sotto controllo.

 

Finché riusciranno a tenerci spezzettati  in mille tronconi (SEL, Fratelli d’Italia, PDL, PD, UDC, Scelta civica, M5S etc.), e di conseguenza anche distanti in termini di ideologie, noi ci ritroveremo sempre in una condizione di minoranza, non numerica, è ovvio, ma una minoranza di forza intesa nella totalità del suo significato, e cioè forza verbale, d’impatto, persuasiva e chi più ne ha più ne metta. E perché no, anche forza fisica!                                         

Voglio dire che continueremo ad essere sempre troppo prevedibili e controllabili. Proseguiremo a fare manifestazioni più o meno pacifiche, composte da un numero approssimativo di persone già da loro fin troppo conosciuto. Sapranno sempre come tenerci a bada, come arginarci, e questo perché oggi terrà una manifestazione il PD, domani il PDL e dopodomani Il Movimento 5 Stelle e così via.

Ma che cos’è che differenzia i sostenitori del PD da quelli del PDL, e quelli dei 5* da quelli di SEL, in termini pratici? Di vita reale??

Credo che la pressione fiscale sia insostenibile per tutti allo stesso livello, così come penso che un’età pensionabile più bassa, per mandare i nostri vecchi a godersi finalmente gli ultimi anni di vita in serenità e fare di conseguenza spazio ai giovani sia un interesse di tutti, così come sono convinto che tutti vorremmo una ripresa delle PMI per far tornare questo Paese a crescere e respirare e, diretta conseguenza, per avere più lavoro per tutti.

Insomma, potrei continuare all’infinito, ma penso di essermi spiegato.

Quello che sto cercando di dire, è che se ci togliessimo per un attimo dalla testa PD, PDL etc., diventeremmo un unico mega esercito di 60.000.000 di uomini, senza differenze ideologiche, senza stupidi rancori per cose che poi, in realtà, non abbiamo neanche fatto noi, ma chi ci Governa. E a quel punto la parola “manifestazione” perderebbe di significato, così come la parola “raduno”; e non ci sarebbero più marce su Roma, ma un’immensa marcia su quest’Italia! E a quel punto, gli rimarrebbe solo che alzare i tacchi. E pure svelti!! E inoltre non ci sarebbe Reparto Celere a sostegno di nessuno, poiché milioni di persone… puoi soltanto lasciarle passare!

 

Per chiudere voglio dire una cosa scontata, che sappiamo tutti, ma voglio ricordarla: Loro, i “lorsignori”, fanno con noi esattamente quello di cui si stava parlando qui su. Fanno finta che ci sia destra e sinistra, ma in realtà non c’è proprio più niente di tutto questo. Quella è una facciata che sono costretti a mantenere perché il Popolo possa andare a votare, e possa illudersi che nel Paese ci siano diverse posizioni, diverse mentalità, e con esse diversi modi, quindi, di intendere la vita e la governabilità del Paese.

In questo modo potranno rimanere lì, nell’Olimpo del potere e del benessere fin quanto vorranno, e fin quando, NOI, glielo permetteremo!!

 

E’ tutta un’associazione, un corpo unico, ed è ora che ci comportiamo di conseguenza. Svegliamoci ragazzi, e forse potremo cambiare, almeno in parte, questo Paese.

Il “falso” seduce anche Quinta colonna: neanche Paolo Del Debbio si risparmia

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Del DebbioLara Comi

Due sere fa, appena terminato di guardare la trasmissione “Quinta Colonna”, non ho potuto trattenermi sulla sedia nemmeno fino alla fine dei titoli di coda, a causa di un impulso che mi ha costretto ad alzarmi immediatamente per andare a scrivere e vomitare tutte le ipocrisie e le falsità che ho dovuto ascoltare e mandar giù.

E’ tremendo, amici miei, trovarsi su un divano ad ascoltare “notizie” che non hanno alcun fondamento e sentirsi impotenti. L’impossibilità di rispondere diventa una frustrazione tremenda,      in quanto a volte vorresti zittire con tutto te stesso alcuni personaggi che usano vigliaccamente la menzogna, non appena si rendono conto di avere di fronte a sé qualcuno che è meno informato di loro, e che quindi non è in grado di contraddirli.

Con la domanda “I grillini, sono uguali a tutti gli altri?” (parlamentari s’intende, è ovvio), il Nostro Del Debbio ha affrontato un argomento che – per ciò che ci dimostra ormai da tempo – gli sta particolarmente a cuore. E questa domanda è stata rivolta, oltre che ai suoi ospiti in studio, Lara Comi (PDL) e Ana Laura Ribas, anche ai cittadini in collegamento dalla Piazza di Latina.

Come è ovvio che sia, dalla Piazza sono arrivate risposte contrastanti, ma è anche vero che la maggior parte degli intervistati (non dei presenti in Piazza, ma di coloro cui è stata data la possibilità di parlare) hanno dimostrato di essere poco informati, e quindi si sono giustamente limitati a dire ciò che pensavano sulla base della stragrande maggioranza di informazioni che arrivano da telegiornali e principali quotidiani. E con questo abbiamo detto tutto!!

Ma ciò che mi ha davvero infastidito, è stato il fatto di sentire Del Debbio e la Comi attaccare qualsiasi teoria che andasse a favore dei 5Stelle, espressa dai cittadini di Latina. E i loro contrattacchi – nel caso soprattutto della Comi –  si sono basati su una sorta di “cavallo di battaglia” utilizzato sia dal conduttore che dalla parlamentare, tutto basato sulla Diaria che dovrebbe essere riscossa dai parlamentari 5stelle, venendo meno, così – a loro giudizio –, alla parola data in campagna elettorale. Praticamente hanno passato l’intera serata ad affermare questa teoria con il chiaro intento di ridicolizzare il Movimento 5 Stelle e i suoi elettori, tacciandoli di incoerenza e poca serietà.

Adesso, non che se dicessimo le cose come stanno realmente cambierebbe la situazione che stiamo vivendo, ma credo che, a onor del vero, le informazioni dovrebbero essere date per quelle che sono, e il fatto di raccontare bugie e falsità da parte dei politici, per dissuadere una parte degli Italiani dal seguire un certo partito o movimento, e dai giornalisti e presentatori televisivi per fare gli interessi di questi ultimi, dovrebbe diventare una condotta da punire. Quantomeno da sanzionare.

Infatti, se volessimo ampliare il discorso, potremmo anche dire che la veridicità delle notizie televisive e (cartaceo)giornalistiche, sono un altro tema di cui si sta discutendo in quest’ultimo periodo, e questo proprio perché molta gente è disturbata – a volta indignata – dal fatto che le informazioni che arrivano fino a noi, gente del popolo, molte volte (direi la gran parte delle volte) sono a dir poco distorte. Per usare un eufemismo.

Molti di coloro che fanno il mestiere di giornalista, si coprono dietro a quelle tre parole, estrapolate dalla nostra Costituzione, che secondo loro li scagionano da ogni colpa: “Libertà di espressione”.

Ma credo che questa sia una bellissima frase, usata all’occorrenza per scaricarsi la coscienza da ciò che si sa di aver fatto in modo meschino, per un palese tornaconto personale e di terze persone. C’è da dire, però, e poi chiudo l’argomento, che questa “libertà d’espressione” tanto sbandierata, non credo che la nostra Costituzione la lasci propendere in direzione della menzogna e l’ambiguità, ma piuttosto la orienti verso il più nobile concetto secondo il quale ogni persona è libera di esprimere, appunto, la propria idea. Ma quando questa corrisponde a verità –  quantomeno quando ciò che si esprime rientra in un ambito lavorativo.

Il giornalista, come d’altronde il conduttore televisivo, è innanzitutto un mestiere, e come tale implica un’etica che andrebbe onorata e rispettata. Ciò che scrive il giornalista, non corrisponde alla chiacchierata da salotto o da bar, nella quale ognuno dice la propria e cerca di tenere alta l’opinione personale anche con la bugia, se quello è il genere di persona. Mestieri come quello di cui si parla, dovrebbero produrre informazioni assolutamente trasparenti e veritiere nonché imparziali, e non fuorvianti e tendenziose a seconda dei giudizi personali o, più verosimilmente, a seconda del compiacimento che, attraverso tali informazioni, si manifesta verso il miglior “offerente”. Questo è uno schifo!!

Tornando quindi al discorso principale, mi piacerebbe poter dire all’On.Comi e al Sig. Del Debbio, che con la riscossione della Diaria, i parlamentari 5* non vengono meno a nessuna parola data durante la campagna elettorale, in quanto è vero che Beppe Grillo ed il reso del movimento affermarono di non trattenerla, ma si parlava soltanto della parte eccedente le spese da loro sostenute per attività parlamentare, e rigorosamente rendicontate. Questo trova riscontro anche nel regolamento che ogni parlamentare 5* ha firmato, il quale non prevede l’intera rinuncia della Diaria ma, come appena detto, soltanto della somma restante alla sottrazione delle spese sostenute.

Tutta la logicità del discorso, si trova nel fatto che sarebbe stato assurdo ed impensabile poter chiedere a chiunque fosse venuto a lavorare a Roma, di sostenere con il proprio stipendio – peraltro già dimezzato del 50% – le spese inerenti la provvisoria abitazione, la benzina consumata in caso di riunioni organizzate in luoghi ad una certa distanza da Roma, le paghe per i vari collaboratori che per esigenze oggettive di lavoro, la maggior parte dei deputati assume etc. Queste spese, però, rimangono sempre ben distanti dall’entità dei versamenti che lo Stato riversa ogni mese sui conto correnti dei Parlamentari, e per avere una più chiara visione di ciò che sto dicendo, chiunque fosse interessato può guardare questo video (di cui vi lascio il link: http://www.youtube.com/watch?v=pcU5GozqCS0&feature=youtu.be), nel quale il Parlamentare 5Stelle Alessandro Di Battista, mostra la sua prima busta paga completa di stipendio, diaria ed altre voci delle quali renderà conto, spiegando quali sono state le sue reali spese (scontrini alla mano) e quanto – di più – in realtà avrebbe potuto mettere nel suo portafoglio. Guardatelo e vi farete una vaga idea di quanto, anno dopo anno dopo anno, ci hanno sottratto e rubato tutti questi “signori” e “signore” – come ad es. l’On.Comi che tanto aveva da chiacchierare – solamente con la diaria che percepiscono, e senza contare i rimborsi elettorali, i vitalizzi da sceicchi e tante altre cose che sappiamo.

Quindi, ricapitolando, la polemica che si è venuta a creare con questa benedetta diaria è semplice, e spero che chi ha un po’ di cervello riesca a capire questo: Siamo tutti esseri umani, e in quanto tali, tutti soggetti a debolezze. Perché dico questo? No, non per essere scontato, ma per far capire a chi ancora non vuol sentire, che portare avanti una campagna elettorale con determinati propositi non esula dal fatto che il Movimento 5Stelle sia composto da normalissimi esseri umani, e che, quindi, nel tempo sia possibilissimo e direi normale che tra questi comuni mortali ci sia poi qualcuno che, venuto a contatto con troppo denaro – improvvisamente -, ritrovatosi sotto i riflettori e sentendosi perciò al centro dell’attenzione, si sia fatto accecare da chissà quali brame di potere che l’hanno poi portato fuori strada. Ora, la differenza in tutto questo dov’è? E semplice. Sta nel fatto che quando certe persone sbandano, il gruppo, e se necessario i vertici del Movimento, cercano immediatamente di far rientrare i cattivi propositi. Ma se poi questo non avviene, e la persona persevera nel suo atteggiamento, allora come in qualsiasi altra Società, Azienda, Multinazionale, Partito, movimento e chi più ne ha più ne metta, viene L-I-C-E-N-Z-I-A-T-O.

Ed è inutile poi puntare il dito e gridare alla dittatura, perché questi sono tutti infantili e stupidi pretesti con l’intento di screditare un Movimento che sta tentando di non fuoriuscire dalle sue linee guida, quelle stesse, poi, che hanno dato modo al movimento di nascere. E di questo bisognerebbe soltanto averne ammirazione… o forse vi stava meglio quando qualcuno rubava e nessuno diceva niente? A me non stava e non sta bene!

Per il resto, la scelta a voi.

Parole di un combattente

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Sandro Pertini

QUANDO CERTE PAROLE LE DICE UN UOMO DEL GENERE, UN UOMO D’ALTRI TEMPI, CHE LE BATTAGLIE LE HA FATTE VERE E IN PERIODI STORICI IN CUI SI SALTAVA IN ARIA, ALLORA SI PUO’ CREDERE CHE ABBIANO UN SIGNIFICATO PROFONDO. A PRESCINDERE DA QUALI SIANO LE IDEOLOGIE PERSONALI.

OGGI IL GOVERNO NON STA FACENDO LA VOLONTA’ DEL POPOLO, MA LA VOLONTA’ DEL GOVERNO STESSO, E CIOE’ DELLE PERSONE – I POLITICI – CHE LO FORMANO.

SENTIAMO PARLARE DI DEMOCRAZIA, MA ANCHE QUESTO E’ UN AFFRONTO, PERCHE’ LA DEMOCRAZIA, QUESTO FANTASTICO CONCETTO DI ESPRESSIONE PACIFICA E RISPETTOSA DI PENSIERO, NON ESISTE AFFATTO. E’ STATA OLTRAGGIATA E DEMOLITA DAI SIGNORI CHE VOGLIONO GOVERNARE IL NOSTRO PAESE A QUALUNQUE COSTO, MA CHE DIETRO DI ESSA ED IL SUO SIGNIFICATO, PERO’, SI COPRONO E NASCONDONO OGNI VOLTA CHE QUESTO PUO’ TORNARGLI UTILE.

IERI DEI CITTADINI SI SONO RECATI FUORI AL QUIRINALE PER PROTESTARE CON UNA MANIFESTAZIONE CONTRO LA RIELEZIONE DEL PRESIDENTE NAPOLITANO. SUBITO E’ STATO DETTO CHE QUELLA MANIFESTAZIONE ERA STATA INDOTTA ED ORGANIZZATA DAL MOVIMENTO 5 STELLE – TANTO PERCHE’ GLI SERVIVA UN CAPRO ESPIATORIO -, COME SE NON FOSSE POSSIBILE CHE IL POPOLO SI SIA STUFATO DEI SOPRUSI CHE ORMAI SUBISCE DA DECENNI, E ABBIA DECISO AUTONOMAMENTE DI ANDARE AD URLARE LA PROPRIA IDIGNAZIONE PROPRIO FUORI ALLE AULE DELLA PRESIDENZA!

INOLTRE, AMESSO E NON CONCESSO CHE FOSSE STATO DAVVERO IL M5S AD ORGANIZZARLA (COSA CHE NON E’ COSI), CIO’ CHE NON CAPISCO PROPRIO E’ COME POSSANO DIRE – COLORO CHE HANNO RIELETTO IL PRES.NAPOLITANO – CHE LA MANIFESTAZIONE ERA ASSURDA IN QUANTO IL PRESIDENTE ERA STATO ELETTO DEMOCRATICAMENTE E CON UNA STRAGRANDE MAGGIORANZA.

A QUESTO PUNTO MI DOMANDO: MA COSA C’ENTRA QUESTO DISCORSO?

ANCHE SE E’ STATO ELETTO A MAGGIORANZA, E’ UNA MAGGIORANZA PARLAMENTARE E NON DEL POPOLO; E’ LA LORO MAGGIORANZA – CHE OVVIAMENTE A QUEL PUNTO CI ASPETTAVAMO -, ED E’ PROPRIO QUEL TIPO DI MAGGIORANZA CHE A NOI  NON VA PIU’ BENE, DAL MOMENTO CHE GLI CONCEDE LA POSSIBILITA’ DI FARE IL LORO PORCO COMODO COME FANNO ORMAI DA TROPPO TEMPO.

E POI, COME ULTIMA COSA VORREI DIRE: NON E’ FORSE UNA QUESTIONE DI DEMOCRAZIA ANCHE IL FATTO DI ESSERE LIBERI DI ANDARE A MANIFESTARE CONTRO UNA DECISIONE, UN’ELEZIONE CHE DOVRA’ RAPPRESENTARCI TUTTI (E NON SOLO I CIRCA 900 CHE SI TROVAVANO IN QUELL’AULA, VISTO CHE IN ITALIA SIAMO MILIONI) , E VERSO LA QUALE SIAMO TOTALMENTE CONTRARI?

ORMAI HO PAURA CHE IL TEMPO DELLE PAROLE SIA NUOVAMENTE FINITO, IO STO CON SANDRO PERTINI, PRENDEREI VOLENTIERI MAZZE E PIETRE!!