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Si avverte a stento, è  ancora soltanto un brusio, come quel rumore lontano che si percepisce  appena, quando le prime bollicine rilasciano timide la loro reazione primaria al calore, ma che danno il segnale, chiaro e inequivocabile, che di lì a poco sentirai il rumore sussultorio dell’ebollizione!

Così è quest’Italia oggi, una sorta di grande pentola a pressione senza valvola di sfogo, lasciata pericolosamente bruciare sul fuoco della disperazione, della delusione, dello scontento generale e della sensazione che, nonostante si cerchi di combattere con le unghie e con i denti, questa grande giostra chiamata quotidianità, fatta girare sempre più velocemente da un macchinista – lo Stato – sadico, ingordo e impazzito, ci stia togliendo ogni mezzo con il quale tenerci stretta ancora una piccola fetta di dignità. E una pentola a pressione che non si lascia sfiatare mai, per una questione fisica è prossima all’esplosione.

Un paio di giorni fa, a Brescia, il Sig. Berlusconi ha tentato ancora una volta di parlare in Piazza, di andare a fare opera di convincimento e, soprattutto, è andato com’è il suo solito – ormai dopo ogni processo che lo riguarda – a lamentarsi di una magistratura che lo “perseguita” da ben 20 anni.

Ma questa volta le cose hanno preso una piega molto diversa da quella della scorsa volta a Bari, perché l’esasperazione della gente comincia a raggiungere livelli che superano la soglia di sopportazione comune, e così, il nostro B., si è ritrovato una Brescia completamente spaccata in due, dove la metà della Piazza anziché osannarlo come di solito lui è abituato sentirsi, l’ha attaccato, offeso e insultato senza troppi riguardi.

Questo atteggiamento di massa, questa mobilitazione di gente che si è mossa in contemporanea per andare a gridare la propria rabbia e frustrazione, non però contro lo Stato nella sua totalità come di solito accade, ma nei confronti di una persona ben precisa, è un avvenimento direi indicativo  rispetto a quello che potremmo chiamare il “termometro” della disponibilità e dei buoni propositi.

Il popolo è stremato, stanco, sfiancato dalle promesse mai mantenute, dalle aspettative mai realizzate, ma, soprattutto, è stanco di dover rinunciare a tutto sempre e soltanto lui. Mentre, tra l’altro, continua a vedere lo stesso identico atteggiamento di sempre, e se vogliamo ancora più antipatico perché spacciato per un atteggiamento nuovo e propositivo da parte del Governo.

Abbiamo assistito per l’ennesima volta ad una presa per il culo colossale, ci siamo dovuti cibare questa grandissima barzelletta del Governo delle larghe intese, spacciato come unica soluzione di Governo, “perché non c’era altra alternativa”, perché il Paese aveva bisogno di ripartire, perché ci stavamo avvicinando sempre di più al baratro economico (è possibile fare di più??) e così via. Ma le cose, come sappiamo, stanno molto diversamente.

 

Se ci fermassimo un momento e ci regalassimo 10 minuti solo per ascoltare gli altri, ci accorgeremmo immediatamente che la necessità primaria che ogni politico e militante di                                                                                      qualsivoglia partito sente, è quella di trovare più errori possibili da attribuire al “nemico”.                                                                                     

Il PD ha condotto una campagna elettorale tutta all’insegna del “MAI E POI MAI AL GOVERNO DI LARGHE INTESE CON IL PDL”, “NON SCENDEREMO MAI A COMPROMESSI CON BERLUSCONI”, e poi… eccoci qua. In pratica il Governo ce l’ha in mano lui.

 

La cosa assurda, poi, è che ognuno deve trovare un capro espiatorio per sbarazzarsi delle proprie responsabilità. Il PD, per la nascita del Governo che abbiamo oggi, dà la totale responsabilità al Movimento 5 stelle in quanto – a sentir loro –, la situazione attuale si è venuta a creare in seguito agli innumerevoli tentativi di Bersani di formare un Governo PD/M5S, e da quest’ultimo rifiutati.

Ma ovviamente chiunque sia dotato di un minimo di buonsenso e di lealtà intima e personale con se stesso, sa benissimo che non è così, se non altro perché la prospettiva di un tale Governo non era mai stata neppure ipotizzata da chicchéssia, ma piuttosto, ciò che era stato proposto, anzi, richiesto da Bersani,  era la fiducia – da parte dei 5* –  ad un Governo PD guidato dall’ormai ex segretario, cosicché B. ne restasse fuori e non tornasse a Governare. Ma questo è ben diverso dal proporre un Governo da guidare insieme.

Quindi credo che il Partito Democratico debba prendersi le proprie responsabilità se oggi c’è un Signore chiamato Berlusconi che sta lì, ad influenzare nuovamente ogni decisione che riguarda il nostro Paese.

Questo anche perché, a conti fatti, prima di questo 2013 il M5S in Parlamento non esisteva affatto, ma questo non ha impedito a D’Alema, Bersani e compagnia bella di dare supporto al PDL per i vent’anni del regno Berlusconiano, con il quale hanno sempre cooperato e sub-governato. Quindi non capisco come mai oggi si senta tutta questa necessità di riversare la colpa sui 5* per la presenza di B. nella pole position del nuovo Governo.

Forse sarà esattamente per il fatto che questa volta c’era il Movimento 5 Stelle, e quindi un’alternativa, che ora sanno di non avere scusanti cui aggrapparsi?

Non si sa. Ciò che si sa, però, è che l’alternativa c’era davvero, concreta e reale! Ed è stata trascurata per pura antipatia nei confronti di chi, lecitamente, ha opposto duro contrasto a tutto ciò che ha ritenuto fosse inquadrato in direzione della  vecchia mentalità politica, e non per pazzia o divertimento, ma per una ben più concreta e inopinabile sfiducia, provocata da vent’anni di magheggi, sotterfugi e vere e proprie rapine ai danni del popolo.

 

Mi piacerebbe, però, che per una volta almeno noi – i cittadini, e non i politici –  riuscissimo si, ad analizzare ciò che il Governo ci sta riproponendo, ma che lo facessimo da popolo compatto, lasciando al di fuori dell’analisi ogni ostilità ideologica, ogni fede di partito, unendoci tutti in quel corpo unico chiamato Popolo che al di là delle militanze e della politica, ha gli stessi scopi e le stesse necessità. Perché solo così riusciremo ad essere più forti di loro, soltanto così potremo ritrovarci ad essere una moltitudine di persone. Ma omogenea e solida.

 

Se infatti riuscissimo a ragionare distaccandoci da quelli che sono i preconcetti partitici, che tanto ci distanziano come colori politici, quanto come persone in termini di visione della vita pratica, riusciremmo a rompere quelle enormi barriere alzate negli anni e alimentate proprio dall’attività politica stessa, dalle  idee che propone e genera, ma anche dalle sue utopie; dalle sue speranze, così come le sue illusioni.

Ecco, se riuscissimo per un attimo ad uscire da questi parametri, ci ritroveremmo in un secondo ad essere un unico, grande, enorme, immenso plotone: gli Italiani nella loro totalità! Una Testuggine di 60.000.000 di persone che attaccherebbero di petto questo Stato ladro e maledetto, che da più di vent’anni non fa altro che i propri interessi!!

Questo significherebbe abbattere ogni distanza tra noi, e, di conseguenza, togliere una grande forza, un’enorme risorsa che da sempre i Partiti utilizzano per tenerci sotto controllo.

 

Finché riusciranno a tenerci spezzettati  in mille tronconi (SEL, Fratelli d’Italia, PDL, PD, UDC, Scelta civica, M5S etc.), e di conseguenza anche distanti in termini di ideologie, noi ci ritroveremo sempre in una condizione di minoranza, non numerica, è ovvio, ma una minoranza di forza intesa nella totalità del suo significato, e cioè forza verbale, d’impatto, persuasiva e chi più ne ha più ne metta. E perché no, anche forza fisica!                                         

Voglio dire che continueremo ad essere sempre troppo prevedibili e controllabili. Proseguiremo a fare manifestazioni più o meno pacifiche, composte da un numero approssimativo di persone già da loro fin troppo conosciuto. Sapranno sempre come tenerci a bada, come arginarci, e questo perché oggi terrà una manifestazione il PD, domani il PDL e dopodomani Il Movimento 5 Stelle e così via.

Ma che cos’è che differenzia i sostenitori del PD da quelli del PDL, e quelli dei 5* da quelli di SEL, in termini pratici? Di vita reale??

Credo che la pressione fiscale sia insostenibile per tutti allo stesso livello, così come penso che un’età pensionabile più bassa, per mandare i nostri vecchi a godersi finalmente gli ultimi anni di vita in serenità e fare di conseguenza spazio ai giovani sia un interesse di tutti, così come sono convinto che tutti vorremmo una ripresa delle PMI per far tornare questo Paese a crescere e respirare e, diretta conseguenza, per avere più lavoro per tutti.

Insomma, potrei continuare all’infinito, ma penso di essermi spiegato.

Quello che sto cercando di dire, è che se ci togliessimo per un attimo dalla testa PD, PDL etc., diventeremmo un unico mega esercito di 60.000.000 di uomini, senza differenze ideologiche, senza stupidi rancori per cose che poi, in realtà, non abbiamo neanche fatto noi, ma chi ci Governa. E a quel punto la parola “manifestazione” perderebbe di significato, così come la parola “raduno”; e non ci sarebbero più marce su Roma, ma un’immensa marcia su quest’Italia! E a quel punto, gli rimarrebbe solo che alzare i tacchi. E pure svelti!! E inoltre non ci sarebbe Reparto Celere a sostegno di nessuno, poiché milioni di persone… puoi soltanto lasciarle passare!

 

Per chiudere voglio dire una cosa scontata, che sappiamo tutti, ma voglio ricordarla: Loro, i “lorsignori”, fanno con noi esattamente quello di cui si stava parlando qui su. Fanno finta che ci sia destra e sinistra, ma in realtà non c’è proprio più niente di tutto questo. Quella è una facciata che sono costretti a mantenere perché il Popolo possa andare a votare, e possa illudersi che nel Paese ci siano diverse posizioni, diverse mentalità, e con esse diversi modi, quindi, di intendere la vita e la governabilità del Paese.

In questo modo potranno rimanere lì, nell’Olimpo del potere e del benessere fin quanto vorranno, e fin quando, NOI, glielo permetteremo!!

 

E’ tutta un’associazione, un corpo unico, ed è ora che ci comportiamo di conseguenza. Svegliamoci ragazzi, e forse potremo cambiare, almeno in parte, questo Paese.

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