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Ormai dovremmo essere abituati, ma ad ogni occasione, sempre di più, la nostra classe politica ci lascia a bocca aperta, disarmati di fronte a tanta professionalità nel dimostrare quanto invece possano non essere professionali.

In questi anni ci hanno insegnato, con estrema tenacia e perseveranza, a non illuderci nel credere di aver visto tutto, perché loro, i grandi PROFESSIONISTI della Politica, per noi hanno sempre una sorpresa, e, generosamente, s’impegnano per deliziarci con i loro insegnamenti di vita volti a mutare la nostra stima nei loro confronti. E bisogna ammettere che anche questa volta ci sono riusciti. Ma ho detto a mutare la nostra stima, non ad accrescerla o a rafforzarla, ed infatti la nostra stima è mutata, ma, come sempre… in negativo.

 Per dare un senso a queste parole, è necessario però fare insieme un passo indietro nel recente, anzi, recentissimo passato.

 Torniamo quindi per un momento con la mente ai giorni del Marzo scorso, quando, analogamente ad oggi, la nostra macchina politica era impegnata nelle votazioni e nomine di due altissime cariche dello Stato, per l’esattezza la seconda e la terza carica.

Dopo i primi atti e le prime rincorse tra i maggiori partiti, da poco usciti dalle elezioni, era arrivato il momento di nominare i Presidenti di Camera e Senato. Ogni partito, ovviamente, aveva i propri candidati, ma noi ci concentreremo solo su quelli che ci interessano e che rientrano nel filo logico di questo scritto, e cioè i candidati del Partito Democratico.

 Riassaporando un po’ l’atmosfera di quei giorni, e ridando un’occhiata a ciò che stava accadendo, credo che possiamo onestamente ed oggettivamente affermare che lo scenario che si presentava agli occhi degli Italiani, era quello che vedeva un PDmenoelle – nello specifico il suo segretario On.Bersani – che rifiutava categoricamente un’alleanza con il PDL – nello specifico con il suo leader On.Berlusconi –, ma che, nello stesso momento, cercava disperatamente di trovare un appiglio cui aggrapparsi,  su quella montagna chiamata Movimento 5 Stelle che era un’assoluta novità, ma che sapeva benissimo di non poter ignorare per la solidità di consenso che aveva avuto su Scala Nazionale.

E così, mentre stavamo a guardare un M5S che respingeva al mittente ogni proposta avanzata da Bersani, con la conseguenza di attirare su di se le peggiori critiche, oltre che vere e proprie accuse di totalitarismo, fascismo e quant’altro, nonché l’accusa di essere – soprattutto –  responsabile diretto dell’immobilità  del Paese e di uccidere la democrazia, i giorni passavano e il momento delle nomine di cui parlavamo sopra si avvicinava.

La cosa curiosa, però, è che mentre tutti erano intenti ad analizzare così bene la situazione, accorgendosi di quest’assassinio della democrazia da parte dei 5*, nessuno, dico nessuno, diceva niente del comportamento – identico e spiccicato, senza la benché minima differenza – che il PDmenoelle ed il suo Segretario tenevano nei confronti del PDL e Berlusconi. Su questo, infatti, l’enorme popolo “democratico” non proferiva parola, nessuno diceva che Bersani stava uccidendo la democrazia con la sua categorica (per fortuna, almeno si può dire questo, ndr) chiusura nei confronti di B., la stessa, medesima chiusura che il M5S attuava nei confronti del PDmenoelle alle proposte di quest’ultimo.

Ma detto questo per dovere di cronaca e a onor del vero, torniamo alle nomine. Ci troviamo, così, alla sera del 15 Marzo, quando Bersani ci manda al letto lasciandoci i suoi candidati per Camera e Senato, e cioè l’On.Franceschini per la prima e l’On.Finocchiaro per il secondo.

 Passa la notte, ed il 16 Marzo 2013, giorno delle elezioni dei due Presidenti, i cittadini Italiani si svegliano e trovano non una, ma ben due sorprese su due. Nella notte appena trascorsa, il Pdmenoelle striscia nell’oscurità, e senza che nessuno lo veda chiama, incontra, confabula e accorda, e al nascere del Sole, magicamente, i candidati alle Presidenze sono cambiati: Si chiamano Laura Boldrini e Pietro Grasso! Coloro che poi, in effetti, verrano eletti con uno dei soliti sporchi trucchetti, in quanto per una questione di facciata il PDL candiderà il solito Schifani,  sapendo benissimo, però, che tra i giovani – ed inesperti – Grillini, potevano essercene alcuni che pur di non trovarsi di nuovo Schifani alla Presidenza del Senato, avrebbero optato per il meno peggio, e cioè il “candido” Pietro Grasso.

 E con questa mossa ci siamo cibati la prima tattica, o forse è meglio dire abbiamo assistito al primo inciucio di questa legislatura, conoscendo le prime due foglie di fico di questo 2013. E questo è chiaro a tutti, o a tutti coloro che hanno voglia di vedere le cose così come stanno e con obbiettività, dato che non è una sorpresa per nessuno il fatto che, quantomeno la seconda carica più importante dello Stato, è nome assai gradito al Sig.B., che lo ha sempre elogiato, arrivando addirittura a varare leggi ad personam proprio per favorire questo signore; signore che pretende di presentarsi a tutti noi avvolto in uno splendido gessato di equità e rettitudine.

 Ce ne sarebbero altre di cose da dire sul Senatore Pietro Grasso, e tante, ma poi usciremmo dai binari sui quali sferragliamo, oltre a prolungare quella che doveva essere soltanto una toccata e fuga nel passato per poterci collegare, poi, agli eventi  che ci hanno accompagnati fino alla serata di oggi.

Perciò, la domanda che immagino potrebbe presentarsi a questo punto è: “Quindi? Cosa c’entra tutta ‘sta pantomima?”

E’ semplice, la risposta è che se vi fermate a riflettere un momento, abbiamo praticamente avuto tutti un deja vù, perché Mercoledì abbiamo rivissuto un momento già vissuto, e bisognava raccontarlo per rendersi conto di ciò che sta accadendo e del pericolo che l’Italia e gli Italiani stanno di nuovo correndo, senza contare, poi, che questa volta però non ci siamo fermati alle foglie di fico, ma siamo andati ben oltre.

 Siamo a Martedì 16 Aprile, e tutta Italia sa che Bersani ha portato all’attenzione dell’autorevolissimo B. una rosa di nomi per il Colle, già da qualche giorno.

Tra questi nomi, i candidati più gettonati sono diversi, ma ce n’è uno su tutti che si trova in pole position: è il Sig. Giuliano Amato, del quale ci limiteremo a dire, senza buttare giù una Politic Biography, che ai tempi che furono fu, per l’appunto, il tesoriere di Bettino Craxi!!                                                                               

Mentre Bersani ci manda al letto per la seconda volta con un candidato ufficiale dichiarato – ricordando a tutti che siamo a Martedì 16 Aprile, ndr –,si rende però conto di non essere in una buona posizione. La Lega non ne vuol saperne di Amato e gli preferisce D’Alema; Vendola dice che sarebbe il caso di prendere sul serio Grillo, che nel frattempo ha lasciato intravedere uno spiraglio dichiarando in un’intervista al Tg1, che se Bersani e il PDmenoelle avessero votato il candidato 5* (al momento dell’intervista Jole Gabanelli) si poteva poi pensare ad una collaborazione con il “settore giovane” del Partito Democratico, e dato che a Martedì 16 Aprile il candidato 5* era ormai Stefano Rodotà, i Vendoliani ritenevano la cosa più che fattibile, asserendo, oltretutto, che bisognava prendere atto di questa nuova realtà (il M5S, appunto) per cominciare un ciclo di rinnovazione; con Berlusconi, invece, nonostante non fosse proprio del tutto contrario ad Amato – ma neanche troppo favorevole in realtà –, l’intesa era comunque lontana.

Risultato: Bersani si trova sull’orlo di un precipizio, e le numerose mani che ha dietro di sé – comprese quelle di una parte del PD (conoscete Renzi?) – sono tutte pronte a dargli una bella spintarella.

 E’ così che, nella mente di Bersani, durante la notte tra il 16 e il 17 Aprile, si fa strada il Diavolo della vecchia politica, quello stesso che lo ha guidato – a lui e a tutti gli altri – in questi ultimi vent’anni. Da perdere c’è troppo, e ancora non è disposto ad arrendersi, finché si può bisogna tentare e percorrere tutte le strade.

In un attimo tutti i buoni propositi svaniscono, questa politica è troppo complicata da gestire senza inciuci, non c’è verso, e allora bisogna correre ai ripari.

 Così, come poco più di un mese prima era accaduto con le Presidenze di Camera e Senato, gli Italiani si alzano la mattina del 17 Aprile, e invece di trovarsi un candidato di nome (non)Amato, ne trovano un altro di nome Marini. Ma questa volta,  il Segretario del Partito Democratico non sa ancora che la linguetta che ha sfilato da quella bomba a mano è difettosa e non gli darà il tempo di allontanarsi, e quella bomba… gli scoppierà in mano!!

 Il gioco si fa pericoloso, quello che sta accadendo è uno schifo, non viene rispettata neanche più l’elezione del Presidente della Repubblica.

 Un Presidente che dovrà essere il Supervisore della nostra Italia per un settennato, riprendendola per mano e restituendole valore e prestigio a livello internazionale ma, soprattutto, avendo la capacità di rimanere al di sopra delle parti in una situazione così tragica come quella che l’Italia sta vivendo oggi. Un Presidente che sappia sbattere i pugni sul tavolo se dovesse trovarsi a rivivere anche solo la metà delle schifezze che sono state consumate in questi ultimi decenni. Schifezze che non sono più tollerabili.

Ma mentre la situazione è questa, dicevamo, c’è ancora chi presenta per la seconda volta in un mese una nuova foglia di fico, questa volta di nome Marini.

 Ecco che tutto d’un tratto nasce l’intesa col PDL, che dichiara il suo favore nei confronti di Marini per parlare poi di larghe intese; la Lega è con loro e Lista Civica li appoggia. Bersani sfrega le mani, pensa “è fatta!”, ma neanche finisce il suo pensiero che la bomba a mano che stringeva gli esplode tra le mai: il PD, proprio il suo PD, si spacca. E di brutto!

Matteo Renzi intervistato da Daria Bignardi alle “Invasioni Barbariche” dice che Votare Marini oggi significa fare un dispetto al Paese, e tutti i Renziani ovviamente sono con lui, ma non solo loro, perché un sondaggio dell’ultima ora rivela 90 appartenenti al Partito che non voteranno Marini, e 30 che si asterranno con scheda bianca. In pratica, 120 voti in meno solo in casa propria. Un disastro.

Vendola ha ormai dichiarato, senza ombra di dubbio, che SEL voterà Stefano Rodotà, il candidato di 5*, ma la sorpresa al primo scrutinio supera ogni aspettativa: Marini chiuderà con 521 voti, lontano oltre 250 voti dai 672 necessari, e Rodotà, invece, sorprenderà con i suoi 240 voti, molti di più di quelli che avrebbe dovuto avere sulla carta.

 Ma lo schifo in tutto questo dove sta?

Sta nel fatto che Bersani, il Signore della Democrazia e della correttezza, ha cambiato ancora una volta il suo candidato dal giorno alla notte, anzi, scusate, dalla notte al giorno, e non l’ha fatto per il bene e l’interesse del Paese, ma palesemente per una questione matematica. E la cosa che sbalordisce di più, è che alla fine questa matematica l’è andata a ricercare a casa di Berlusconi, colui il quale fino al giorno prima aveva perentoriamente respinto, escludendo nel modo più assoluto l’ipotesi di un Governo con il PDL. Ma trovatosi con le spalle al muro, senza avere alcuna alternativa se non quella di dover mollare, alla fine ha ceduto all’inciucio che da 60gg. il Cavaliere gli proponeva, e cioè quello secondo il quale Berlusconi avrebbe votato un nome dato dal PD per il Colle, se in cambio Bersani avesse acconsentito ad un Governo PD-PDL.

 Ma siccome questa nostra politica è piena di schifezze, e tra i ladri, i papponi e i puttanieri ci sono anche i traditori, questa volta, almeno per adesso siamo salvi. Voi direte: Ma che dice questo?

Eh si, proprio quello che avete sentito, perché se non ci fossero stati anche i “santi” Franchi Tiratori, forse ora quest’inciucio sarebbe riuscito.

 (Il secondo scrutinio non lo riporto, ma comunque è andato peggio del primo per il PD, si stavano riorganizzando, ndr).

 Ma Bersani è pieno di risorse, e lui dice che si spreme per noi, infatti passa un’altra notte, quella tra il 18 e il 19, e a sorpresa gli Italiani si ritrovano con un altro candidato PD per la presidenza della Repubblica: Romano Prodi.

 Ed è così, che a questo punto, con il volta-faccia abbiamo tutto!!

Berlusconi e tutto il PDL s’infuriano, dicono che dopo questa scorrettezza agiranno di conseguenza, la Lega non accoglie la nuova candidatura con più entusiasmo del PDL, mentre invece SEL dice che appoggerà Prodi. Ma c’è qualcun altro che ha da dire due paroline a Bersani, ed indovinate un po’? E’ il mite Uomo delle Banche, Sir Mario Monti, colui che ha messo il suo piedino e quello dell’Europa sulla nostra testa e ci ha dato una mano ad annegare. Fatto sta che Mr. Lista Civica dichiara di non avere nulla contro Prodi, ma che Bersani ha sbagliato i modi, ha agito male. In sostanza, è una questione di forma! Ma anche con i suoi modi diplomatici di dire le cose, stavolta Mario Monti una cosa giusta l’ha detta, e cioè che il Sig.Bersani, non ha assolutamente pensato al bene e all’unita del Paese, ma con la sua nuova candidatura, ha solamente pensato e disperatamente tentato di ricompattare il suo Partito. E questa è un’altra schifata del Signore della Democrazia e della correttezza. Non credete?

 Comunque, il Partito Democratico inneggia al nome di Romano Prodi, le crepe sembrano risaldarsi e il gruppo ricompattarsi, all’unisono sostengono quello che dichiarano essere un grande uomo, personaggio d’alto profilo ma soprattutto d’unione per l’Italia del momento.

Quindi, con questi presupposti, si riparte per il terzo scrutinio, nel quale però PD e PDL si astengono. Il PDL per le sue buone ragioni, il PD per tattica, e la cosa sembra ovvia. Al quarto Scrutinio il Quorum scenderà da 672 voti alla maggioranza semplice, e cioè la metà dei voti totali più uno, ossia 504. E a questo punto l’elezione di Romano Prodi sarà molto ma molto probabile. Considerando i voti PD sulla carta – 496 – gli mancherebbero soltanto 8 voti. Il Presidente della Repubblica sembra già eletto.

 Si passa così alla terza votazione con 465 schede bianche e 250 voti per Rodotà. Siamo alla resa dei conti, il pomeriggio si farà la quarta votazione. E forse al PD sembra proprio fatta.

 Nel frattempo, per avere un’ulteriore fotografia della nostra Italia e di chi la Governa, che sembra ancora non avere capito niente, possiamo citare un paio di episodi che la dicono lunga su quanto questi 4 Politici da strapazzo prendano sul serio il nostro Paese, questo momento storico, ma soprattutto quanto rispetto abbiano per le persone che tutti i giorni (compreso oggi stesso) si stanno togliendo la vita perché rimaste senza un lavoro e/o per la disperazione che provano nel vedere un figlio vivere nella povertà a “causa” loro.

Beh, gli episodi che volevo portare all’attenzione di tutti sono due, principalmente: il primo si riferisce ad una donna, l’On.Alessandra Mussolini, che oggi, veramente con poca classe, poca professionalità e cattivo gusto, è entrata alla Camera con una maglietta che riportava sulla schiena la scritta: “Il diavolo veste Prodi”.

Ora, una scritta del genere sulla maglietta, letta in un altro contesto quale potrebbe essere un comizio di piazza, poteva anche far sorridere ed essere considerata di sana provocazione, o uno sfottò, ma portata all’interno di un contesto nel quale è in corso l’elezione del Presidente della Repubblica, specialmente nella situazione in cui ci troviamo, non so, sembra davvero di una bassezza unica e sintomo di poca intelligenza. La bravata comunque le è costata l’allontanamento dall’Aula da parte della Presidente Boldrini.

Il secondo episodio, invece, si riferisce direttamente alle votazioni, nel senso che ci sono veramente tante persone che non hanno capito quant’è seria la situazione, e che continuano a giocare scrivendo sulle schede voti tipo: capitan Ultimo, Versace, Prada  ed altre cavolate del genere.

Qui l’Italia va in pezzi e loro giocano, ecco chi è parte della nostra classe politica.

 Ma ora siamo arrivati al quarto scrutinio, dal quale PDL e Lega si astengono, e qui c’è la sorpresa vera: Prodi 395, Rodotà 213, Cancellieri 78, D’Alema 15, altri 13 etc.

 Insomma, la fotografia sembra nitida. Se consideriamo soltanto i voti sulla carta del PD, gliene mancano ben 101. Una marea.

Se adesso però consideriamo anche che PDL e Lega si sono astenuti,  e che Rodotà, avendo in ogni caso preso molti più voti dei 163 d’appartenenza ai 5*, ha comunque perso – rispetto alla votazione precedente (250 voti) – 37 voti. Possiamo, perciò, facilmente intuire che i Franchi Tiratori a favore del M5S, sono anche tra le fila del PDL (più probabile) e della Lega (meno probabile), non solo, quindi, tra i militanti del PD come si diceva.

 Quindi, carissimi Italiani, come vedete se non mandiamo veramente tutti a casa, qui le cose non cambieranno MAI!

Nonostante il nostro Paese sia ad un bivio economico, nonostante la gente per bene si tolga la  vita perché incapace ormai di sostenere la pressione dell’umiliazione e della vergogna, nonostante le migliaia di parole spese, la televisione, il web, ed ogni altro mezzo di comunicazione di cui oggi ci serviamo per gridare basta e urlare la nostra disperazione, eccoci qui, a doverci raccontare sempre le stesse cose, prendendo atto che chi si trova lì su, nell’Olimpo del potere, ancora gioca e confabula, trama e organizza, osserva e dirige.

 Dopo questa giornata, le notizie che sono arrivate sono state quelle del ritiro di Prodi, e delle dimissioni di Bersani e Rosy Bindi. Ma ovviamente le cose sono legate a doppio filo. Con le dimissioni di Bersani la candidatura di Romano Prodi non aveva più motivo di esistere.

Le prime dichiarazioni che si sono sentite, sono state quelle in cui Bersani diceva: “nel nostro partito uno su quattro è un traditore. Niente di più vero, ma per quanto ancora voleva insistere? Era ovvio che fosse arrivato il suo momento, e a prescindere dall’elezione o meno di Prodi. Ormai Bersani s’era giocato molte più carte di quelle che aveva, era già finito ma non lo voleva ammettere. Questa è stata la scusa perfetta, e meno male che ha avuto almeno l’intelligenza e la compiacenza di prendere la palla al balzo.

 Ore 22.50 di questa sera, la Santanchè è da Vespa, il quale gli rivolge una domanda: “Cosa farete ora?”

La Santanchè: “Berlusconi ha detto che ci va bene qualsiasi nome proposto dal PD!

Vespa di nuovo: “Se vi proponessero la Cancellieri cosa fareste? Votereste anche lei?”

La risposta della Santanchè è vaga, ripete pressappoco ciò che ha risposto in precedenza, ma non chiarisce sulla Cancellieri.

Così il programma va avanti e 25 minuti più tardi, alle ore 23.15 arriva un’ANSA, è Berlusconi che dice: “Si, va bene, voteremo pure la Cancellieri ma solo se la voterà anche il PD!!”

 C’è altro da aggiungere??

 Se il PD adesso dicesse di candidare Malgioglio, il PDL voterebbe anche lui, perché tra questi politicanti l’interesse principale non è il Paese ma le poltrone, e questa ovviamente non è certo una novità che si svela qui, soltanto che la speranza era di non vedere più un attaccamento agli interessi così sfacciato, spudorato, ed invece questa è l’ennesima prova che non si può cedere, non si può dare fiducia, non si possono fare alleanze. Questa gente non cambierà mai, ed è logico che sia così, perché ogni uomo che ha abitato la propria casa per tanti anni, non si fa dare lo sfratto dal primo arrivato, ma la difende con i denti, altrimenti per strada ci finisce lui.

 Berlusconi ora ha una paura fottuta che Grillo e il Movimento 5 Stelle possano finalmente prendersi il posto che cercano.

Bersani è fuori gioco, Rodotà ha preso molti più voti del previsto, Prodi s’è ritirato, e con Grillo che ha aperto ad un’eventuale inizio di collaborazione con la frangia giovanile del PD – se quest’ultimo avesse sostenuto il candidato 5* –  la situazione si fa pericolosa per B., perché vorrebbe dire che il PD tornerebbe nuovamente a dialogare con Grillo, che questa volta potrebbe starci, e di conseguenza Berlusconi e il PDL verrebbero esclusi dai giochi!!

 Ovviamente questa è solo una delle possibili strade, ma magari non andrà così, anche se per il bene del Paese sarebbe certamente la migliore soluzione.

 Così, per chiudere, possiamo dire che in appena due giorni abbiamo visto di tutto: Candidati ufficiali, foglie di fico, volta-facce e Franchi Tiratori…

 

                                ALLA FACCIA DELLA DEMOCRAZIA!!!

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